Un po’ di aggiornamenti?

Come il mio computer ogni tanto scarica aggiornamenti, è giusto che scarichi anch’io qualcosa di nuovo sul blog.

Ultimamente sono sparita, persa, scomparsa, lo so. Ma conduco una vita molto frenetica (che però mi piace un sacco!): lavoro, ESN, amiche, amici, aperitivi, serate, libri, film sono tutte cose che prendono il mio tempo e se lo mangiano. Mi trovo alle 11 di sera a dover ancora tornare dal lavoro (e sì che termino alle 5!). Però la frenesia mi piace, non riuscirei a immaginarmi una vita tranquilla in cui la sera si sta a casa e l’unica preoccupazione è il lavoro, non fa per me.

Poi ci sono grandi novità: la prima è il rinnovo del contratto (a tempo indeterminato, chi l’avrebbe mai detto!!!) che conduce direttamente alla seconda: vado a convivere 🙂 La casa è già trovata e arredata, dobbiamo “solo” trasferire noi stessi e le nostre cose 🙂

Mi sembra strano dover lasciare la casa in cui sono cresciuta. O meglio, me ne sono allontanata già più volte, ma sapevo sempre che sarei tornata dopo qualche mese o qualche anno. Stavolta è diverso: si parte e non si torna. Mi sento come sdoppiata: una parte di me (quella che prevale al momento) è molto felice e non vede l’ora di iniziare questo nuovo percorso, ma l’altra sente che sta lasciando la casa di ma&pa, la casa dell’infanzia, della crescita, la casa che per me è sempre stata l’unica MIA. Però so che questa casa sarà sempre aperta per me, col tempo ho imparato che le persone sono lontane o vicine col cuore e non fisicamente e sono certa che la nuova casa diventerà NOSTRA e sarà altrettanto bello 🙂

Smetto di tediarvi e vado al supermercato a chiedere cartoni, il trasloco è sempre più vicino e la mia camera ha invece sempre più cose, aiuto!

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Monte Stivo – una gita fuori porta col papy

Come è ben noto io adoro il trekking, soprattutto in bassa stagione, soprattutto se è prevista una pausa pranzo in rifugio e soprattutto con il mio papà. Purtroppo non conosco molte persone con le quali condividere questa passione, ma chi me l’ha trasmessa, mio papà appunto, continua a portarmi “lassù sulle montagne tra boschi e valli d’or”.

Questa volta siamo andati sul Monte Stivo, 2054m sulle prealpi trentine, sopra Arco e Riva del Garda. E’ un monte abbastanza impegnativo, soprattutto per il dislivello (2 ore e mezza di salita abbastanza ripida) ma che una volta in cima regala grandi, grandissime, enormi soddisfazioni! Se guardi verso Sud infatti vedi tutto il Lago di Garda, se guardi verso Nord arrivi a vedere fino al gruppo del Sella sulle Dolomiti! Abbiamo avuto fortuna e la giornata era abbastanza limpida, il panorama non si può descrivere, non renderebbe nemmeno se avessi la vena poetica di Leopardi. Adoro guardare le montagne dall’alto, perchè dove finisce una ne inizia un’altra, ogni cima è diversa, ogni valle scende in modo differente, ogni montagna ha un suo verde, una sua tonalità.

A volte penso che vorrei essere come mio padre o come quegli escursionisti che una volta in vetta si guardano attorno e, puntando il dito indicano con certezza “quello è l’Adamello e quello là il Carega”. Vorrei saperne quanto loro, invece per ora sono ancora dipendente dalle indicazioni che si trovano sulle “torrette” poco sopra i rifugi, dove diversi cartelli indicano che cime ci stanno attorno.

Tornando al nostro monte, Wikipedia mi dice che l’origine del nome è tedesca, da “Stief”, ossia ripido (che vi dicevo?) e che la fauna è molto varia. Ho visto da vicino numerose marmotte (le adoro, non sono dolcissime??), qualche falco, le classiche mucche e dei cavalli che a quasi 2000m erano biondissimi ed elegantissimi. Ho visto anche un po’ di maleducazione umana, gente che lascia il cane libero di correre dietro alle marmotte e cartacce per terra. A certe persone le montagne dovrebbero essere proibite.

A 2012m ci siamo fermati a pranzo al rifugio Marchetti. Qui, con mia immensa gioia, ho trovato il mio piatto preferito: la pearà, che a quanto pare i trentini chiamano peperata (per i profani si tratta di una salsa a base di brodo, midollo, pan grattato e abbondante pepe), con la quale ho accompagnato un sostanzioso piatto di polenta e funghi 🙂 Come si mangia bene nei rifugi! Non ho mai capito se è una questione di genuinità, di aria pulita o semplicemente di fame dopo una mattina di camminata.

Comunque consiglio questo monte a tutte le persone che hanno voglia di godersi un bellissimo panorama, ricordandovi però che forse è necessario un po’ di allenamento per affrontare la salita.

Umag

Eccoci qui, ho ripreso a lavorare e come si può facilmente intuire non ho molto tempo per il blog (anche perchè, diciamoci la verità, chi ha voglia di scrivere al pc dopo otto ore davanti a uno schermo???).

Dopo una nottata accompagnata da musiche e canti croati, ci siamo svegliati, gli uomini hanno fatto la spesa e sono tornati con del pane buonissimo. Strano come un alimento così semplice come il pane in realtà sia una delle mie cose preferite 🙂
Per cominciare la giornata con un po’ di sport abbiamo noleggiato una bici e pedalato un’oretta sul lungomare, avanti e indietro, gironzolando per i paesi. E non ho niente da dire: il mare della Croazia è stupendo, limpido e azzurro. Strano pensare che sulla riva di fronte ci sia il mare di Jesolo :p Ci siamo poi fermati per un aperitivo sul lungomare, in un posto con i divanetti (sono una grande fan dei locali con i divanetti!) da cui si godeva una splendida vista:mare e pinete a perdita d’occhio.
Per il pomeriggio abbiamo optato per il relax: spiaggia! Peccato che mi sia addormentata sotto al sole e mi sia ustionata, gambe comprese con tanto di segno dei pantaloncini! Ah, ecco perchè io odio prendere il sole! Comunque attenzione, il mare croato sarà anche stupendo, ma ho visto un sacco di meduse O.o Ansia!

Verso sera siamo tornati a casa e siamo usciti a mangiare il pesce per me e i cevapcici e tutta quella buonissima carne grigliata per gli altri. Parlando con alcuni abitanti del luogo abbiamo scoperto che fanno la spesa in Italia, per la qualità del cibo, e la benzina in Slovenia, per risparmiare. Non si finisce mai di scoprire cose nuove, quella della benzina in Slovenia me l’aspettavo, quella della spesa in Italia proprio no. Ma dicono che solo da noi si trovano certi cibi, anche al supermercato, non si parlava di alta gastronomia. Bè, certo, dove la trovi il prosciutto buono? In Friuli, mica in Croazia :p
Invece ecco per cosa andiamo noi in Croazia a risparmiare: sigarette e dentisti.

Il terzo e ultimo giorno è stato breve: passeggiata per il paese alla ricerca di souvenir e ultimi momenti per scoprire qualcosa su uno Stato così vicino a noi e di cui ammetto di sapere davvero poco. Ok, so che l’Istria era italiana, che la capitale è Zagabria, la storia di Fiume e che i cevapcici devono essere buoni (anche se qualcuno mi disse che in realtà sono friulani,mah, un po’ come la storia dei tortellini).
Quindi ho scoperto che sono un po’ strani nella parlata, infatti parlano una specie di dialetto slavo/triestino oppure il croato. Si vede anche che la guerra del Kosovo e tutta la strana situazione dei Balcani ha molto influenzato la vita dei croati, parlano spesso di Serbia e Bosnia, moltissimi di loro sono originari di quelle zone, ovviamente immigrati recentemente (oddio, ormai sono passati una ventina d’anni) come profughi.
Si vede che il Paese è ancora abbastanza povero, c’era un cartello gigante per un negozio di biciclette e in realtà il negozio era un garage 🙂

Nel tardo pomeriggio siamo partiti per tornare verso casa, stavolta alla frontiera ero sveglia 🙂 Ci hanno controllati, hanno controllato che il cane che viaggiava con noi avesse il libretto sanitario e che fosse tutto in ordine.
Dopo aver attraversato di nuovo Trieste, che dall’alto sembra bellissima anche se non ci sono mai stata, siamo incappati nel traffico di Jesolo ma non importa, sono tornata a casa contenta e scottata :p

Croazia

Come già accennato ieri, sono stata in Croazia per il ponte del 2 giugno, quindi prima ancora che iniziasse la stagione turistica vera e propria ma anche prima che iniziasse il caldo estivo, quindi sono stati più giorni di passeggiate che non di mare.

Siamo partiti da Verona in 4, di notte. Ovviamente ho dormito tutto il tempo, solo alla frontiera con la Slovenia ho aperto un po’ gli occhi giusto per farmi riconoscere. Ci abbiamo impiegato solo 4 ore, non male pensando che ti trovi un mare stupendo… Memorabile il panorama dall’autostrada di Trieste, una meraviglia.
In Croazia avevamo preso in affitto un bell’appartamentino a Umago, proprio pochi km dopo il confine. E ovviamente appena arrivati abbiamo dormito un paio d’ore (sì, riuscivo a dormire ancora).
Prime impressioni sul paese? Bellissimo, proprio un paese “di mare”: piazza ampia, case chiare, negozi di souvenir, mare blu limpido, porto in un angolo e pescherecci. Un paesaggio da cartolina insomma 🙂 Penso anche che sia stato probabilmente un vantaggio andare ancora in bassissima stagione, non c’erano troppi turisti e il luogo era ancora abbastanza “indigeno”.

A pranzo siamo andati in un ristorante di pesce sul lungomare e lì mi è caduto il primo stereotipo che avevo sulla Croazia: non è vero che si spende poco! O abbiamo sbagliato ristorante noi, che può anche essere, ma ho come l’impressione che stiano imparando a farsi furbi anche lì aumentando i prezzi dove ci sono i turisti (non gli do mica torto, eh). Comunque nei supermercati i prezzi sono bassissimi, sono solo i ristoranti e i negozi di souvenir che pompano un po’ le cifre. Piccola chicca: nessuno ci ha accettato gli euro, volevano tutti il pagamento in Kune. Peccato che così io abbia fatto come a Londra: dai sempre una banconota alta per farti dare il resto e poi ti trovi il portafogli con 2 quintali di moneta.

Per il pomeriggio abbiamo optato per una spiaggia di scogli accanto a una pineta, non abbiamo preso molto sole perchè non ce n’era (ha pure iniziato a piovere a un certo punto) ma siamo stati comunque volentieri a chiacchierare.
Anche per cena pesce e, a sorpresa, un ottimo caffè espresso! Una volta tornati all’appartamento un’altra sorpresa: dei croati che suonavano la fisarmonica sotto a un portico intonando canzoni popolari.

Umago ha una storia un po’ strana, come tutta l’Istria che per secoli è stata sempre un-po’-di-qua-e-un-po’-di-là. Sembra che ci sia una linea invisibile tra persone anziane e giovani. Gli anziani sanno l’italiano e il croato, ma croati lo sono “diventati”. I giovani sono croati, sanno anche loro l’italiano per forza di cose essendo un luogo di frontiera frequentato da migliaia di italiani ogni estate, ma è come se lingua madre e seconda lingua si fossero invertite tra le generazioni.

Va bene, basta pippe linguistiche, per oggi mi fermo qui e vado a fare un giretto, domani vi racconterò gli altri 2 giorni di mare e Palačinke!

Un inno ai ponti

Sono tornata! Sono tornata a scrivere qui dopo mesi in cui ho avuto appena il tempo per dormire. Mi ero pure scaricata l’applicazione di wordpress perchè ero tutta convinta di aggiornare più speso così ma invece si sono visti i risultati :p Non importa, per adesso sono tornata, con un inno ai ponti!
No, non i ponti di Venezia e nemmeno i ponti intesi come metafora di incontro. I ponti ossia i weekend lunghi! Quest’anno ci i è andata di lusso, ne abbiamo avuti a bizzeffe 🙂 Infatti sono stati la mia unica fonte di vacanzine, il 2 giugno in Croazia e a Ferragosto in Toscana. Adesso attendo con ansia il ponte dell’8 dicembre per andarmene a Berlino e Dresda, mentre per il ponte di Santo Stefano è prevista Umbria 😀

Domani iniziamo col racconto della Croazia, per ora invece parliamo delle mille cose che sono successe, a me e al mondo, quest’estate:

-è arrivata la MIA macchina nuova! Una bella soddisfazione (e un salasso per il mio conto in banca)

-la Scozia ha votato per l’indipendenza e, no, non ce l’ha fatta. Forse qualcuno si è reso conto che l’Europa ha fatto molti più passi in avanti unita piuttosto che divisa (anche se sui passi avanti dell’Europa si potrebbe discutere per giorni e giorni)

-un complimento a Platinette, voce di radio Deejay che mi ha accompagnata ogni mattina mentre andavo al lavoro. Mi spiace che non ci sia più lei a condurre la trasmissione, infatti sono molto in crisi e non so mai cosa ascoltare. Tg? Troppo deprimenti. Musica? Dopo un po’ è sempre la stessa. Platinette era il giusto mix tra discorsi seri, discorsi da bar e musica, era il top alle 7 della mattina! Attendo consigli su trasmissioni radiofoniche interessanti (non noiose nè stupide) da ascoltare dalle 7 alle 8.

-Ho comprato i rollerblade e la sera, quando non piove perchè ormai è un terno al lotto, vado a fare qualche corsetta con quelli. Ovviamente sono rosa e ovviamente li adoro 🙂

-Dopo un’estate di pigrizia (e di straordinari), sono tornata in palestra! Zuzuzumba! Ovviamente non riesco più a frequentare tutti i corsi che facevo da disoccupata, non riesco nemmeno ad andarci tutti i giorni ma direi che è molto liberatorio saltellare come una rana dopo 8 ore in ufficio!

-ho letto un po’ di libri per i quali, come ormai prassi, dedicherò un post a parte. Sappiate però che, se l’estate scorsa adoravo Murakami, quest’anno adoro Terzani!

-quest’estate non abbiamo avuto un’estate. Pioggia, pioggia, pioggia, pioggia. Non sono mai stata in piscina!

Insomma, niente di (troppo) nuovo sotto il sole.

Adesso forse è il caso che approfitti di queste giornate di ferie per riordinare la mia camera, saranno almeno 6 mesi che la sedia non vede la luce del sole da quanti vestiti ha sopra! Che disastro che sono con l’ordine…

A presto con i viaggi, i libri, le pippe mentali di memy 😉

Monaco: the end

Proseguiamo col racconto dell’ultima parte del nostro viaggio,un po’ in ritardo ma tra lavoro e gite fuori porta non ho mai un attimo.

La cena del sabato a Monaco è stata tosta: patate al forno per me e bisteccona per il mio ragazzo, non so con che coraggio sia riuscito a finirla. Con un’altra birra (stavolta da mezzo litro!), da Maredo. Mi piace quel ristorante, è una catena abbastanza buona, fanno un po’ di tutto, ci mettono attenzione, sono gentili e le cose sono gustose.

Siamo tornati in hotel e abbiamo dormito come i ghiri poichè la mattina dopo dovevamo alzarci presto per tornare.
Abbiamo fatto il check-out senza pagare niente perchè avevamo già fatto tutto on-line (santo Trivago!) e poi siamo andati a fare l’ultima passeggiata fino a Marienplatz dove, alle 11, è partito il carillon. Campane, musichette e personaggi che giravano: molto carino 🙂 La piazza era piena di turisti, tutti col naso all’insù e come al solito a me divertiva di più guardare le facce sorprese della gente, sembrava che tornassero all’espressione dei bambini.

Dopo aver pagato 12€ per 2 giorni di sosta siamo ripartiti. Il problema principale è stato uscire dalla città ma poi ce la siamo cavata senza problemi e senza rallentamenti nonostante la pioggia battente. Abbiamo pranzato in un autogrill sulle Alpi Bavaresi dove parlavano con un accento a mio parere orribile :p

Al ritorno ci siamo fermati a Vipiteno, un paesino dell’Alto Adige e pochissimi km dal confine. L’autostrada del Brennero inizia proprio qui, infatti abbiamo preso il ticket e abbiamo preso l’uscita Vipiteno dopo 500m (indicati dai cartelli!!!). Al casello ci hanno chiesto di pagare 1,30€! Quelle monetine devo ancora digerirle…
Vabbè, ci siamo consolati con una fetta di strudel gigante e siamo tornati verso casa sempre accompagnati dalla pioggia ma passando il tempo facendo il gioco del “se fosse…”. Lo ascolto alla sera tornando dal lavoro in radio, e così ce lo siamo fatti tra noi 2, è divertente e se non altro il tempo passa più in fretta 😉

Ecco, questo è tutto riguardo i nostri 3 giorni a Monaco! Ora ne abbiamo altri 3 in programma in Croazia per il ponte del 2 giugno 🙂
Avrei tante cose da scrivere ma poco tempo a disposizione e questa settimana tra lavoro, palestra, riunioni ed estetista non so quanto riuscirò ad aggiornare…In ogni caso buona settimana a tutti 🙂

Monaco: day 2

Il secondo giorno a Monaco eravamo belli riposati e, dopo un’abbondante colazione, ci siamo incamminati verso il Deutsches Museum, il museo della scienza e della tecnica più grande d’Europa. Prima siamo passati dall’Hofbraeuhaus per prenotare un tavolo per la serata ma, con nostra sorpresa, abbiamo scoperto che non accettano prenotazioni, “einfach komm”, basta andare, e se hai culo trovi posto, altrimenti cambi birreria :p Va bene. Comunque alle 10 della mattina c’era già gente che beveva il boccalone da 1 litro di birra mangiando come maiali O.o Noi abbiamo proseguito, siamo passati dalla bellissima Isartor, la porta di accesso alla città, e dopo pochi metri siamo arrivati al museo.

Bello, pieno di esperimenti e dimostrazioni e chicche, trascinare fuori il mio ragazzo non è stato facile, l’ho dovuto obbligare a selezionare delle aree altrimenti eravamo ancora là dentro dopo una settimana! Bellissimo e molto interessante. Ma lo sapete che gli insegnanti possono entrarci gratis se vanno a preparare le lezioni? Come sono avanti questi tedeschi…

Dopo il museo, ormai alle 3 del pomeriggio, abbiamo deciso di pranzare all’Hofbraeuhaus! Ci siamo seduti affianco a una coppia di giovani tedeschi (in birreria i tavoli si dividono) e ci siamo fatti portare un boccalone di birra. Ho provato a sollevarne 2 con la stessa mano ma mi sono fatta malissimo al polso. Come fanno nei capannoni quelli che ne portano 14??? Inutile dirlo, la birra era ottima! Fresca, leggera, gustosa, andava giù come fosse acqua! Io poi ho mangiato gli spaetzle al formaggio migliori del mondo, il mio ragazzo uno stinco di maiale enorme. Come contorno abbiamo preso un brezel al formaggio.  

Monaco è quella città che abbiamo incrociato andando da una birreria a uno Starbucks e da una Konditorei a un Biergarten :p

Prima di dirigerci verso il Biergarten siamo passati da Odeonsplatz, con la Theatinerkirche e la Residenz. In quel weekend avevano allestito una specie di biblioteca all’aperto, con uno scaffale pieno di libri e delle poltrone sacco su cui ci siamo fermati a riposare un pochino, mentre tutti attorno a noi leggevano 🙂 Quindi, verso sera ormai, siamo andati all’Englischer Garten. Non so se lo sapete ma la mia guida dice che è addirittura più grande di Hyde Park e di Central Park! Abbiamo camminato fino alla torre cinese su cui stava un’orchestrina bavarese, ci siamo seduti a un tavolo e…via con un altro boccalone di birra, stavolta accompagnato dal pesce allo spiedo :p L’ho detto che ci siamo tedeschizzati in questi 3 giorni??? 😀 

Per tornare indietro, per la prima e unica volta, abbiamo preso la metro, eravamo troppo stanchi e, per una volta, il nostro hotel non era proprio vicino vicino. Comunque in 3 minuti siamo arrivati! Doccia, riposo e poi? Siamo usciti per cenare! Ahahahahah è stata la giornata dell’ingrasso! Il menu però ve lo racconto domani, adesso basta perchè mi viene male pensare a quanto ho mangiato e bevuto in un giorno!!!